La scelta vege

“Sono fermamente convinto che cessare di nutrirsi di animali rappresenta un momento imprescindibile nella graduale evoluzione della razza umana” (H.D. Thoreau)

Thoreau sarebbe ben contento del trend in crescita che sta caratterizzando la società odierna: secondo il rapporto Eurispes 2014 i vegetariani in Italia sono circa il 7,1% della popolazione, dunque circa 4,2 milioni. Stando alle interviste, il 31% ha fatto questa scelta per rispetto nei confronti degli animali, il 24% per motivi legati alla salute e il restante 9% afferma di essere vegano e vegetariano in una prospettiva di tutela dell’ambiente. I vegetariani, però, non sono tutti uguali: con “vegetariani” intendiamo coloro che per scelta non mangiano né carne né pesce, ma accettano ldi assumere proteine di origine animale derivate da latte e uova, mentre con il termine “vegani” s’intende un vegetariano che esclude ogni alimento di origine animale (che evita dunque prodotti non solo di genere alimentare come il miele, ma anche oggetti di uso comune in pelle o cuoio), mentre con i termini “crudisti” e “fruttariani”  parliamo di chi si nutre soltanto di particolari categorie di cibi (vegetali crudi o solo frutta e semi).La scelta veg non è solo una tendenza nostrana, ma una vera e propria scelta di vita che coinvolge circa un miliardo tra vegani e vegetariani.

Ad esempio in India, la patria del vegetarianesimo anche per motivi religiosi, circa il 30% della popolazione è vegana o vegetariana e in Europa, nonostante sia la Germania il paese più vegetariano (7 milioni di persone), è la British Vegetarian Society a pubblicare ufficialmente questi dati: in Gran Bretagna circa duemila persone ogni settimana scelgono di diventare vegetariane.

Perché, però, fare questa scelta di vita?

Forse come diceva Thoreau un solo miliardo tra noi è stato in grado di evolversi a questa filosofia? Una risposta senz’altro ardua, come tutte le risposte che riguardano le filosofie e le religioni del mondo. Molti scelgono questa via per un motivo etico, mossi dalle cruente immagini presenti in rete che testimoniano le stragi degli animali, molti altri invece fanno riferimento al tema dell’ecologia (sulla scia delle dichiarazioni di importanti esponenti come Paul McCartney). Si sta ad ogni modo facendo strada il concetto di un’alimentazione ecosostenibile e ne abbiamo la dimostrazione proprio con l’Expo di Milano, che ha intenzione di portare avanti quella che sembra una vera e propria battaglia a favore della salute; un’alimentazione troppo sbilanciata sul consumo di carne animale provocherebbe danni nel nostro organismo e inoltre notevoli danni ambientali (deforestazione, inquinamento, elevata produzione di gas serra degli allevamenti intensivi). Quando andiamo al supermercato o in macelleria non pensiamo a cosa si nasconde dietro al complesso processo nascosto dietro alla produzione di quella bistecca: come potremmo renderci conto che sono state disboscate intere foreste, consumati centinaia di litri di acqua (per l’abbeveramento degli animali o per la pulizia delle stalle), usati prodotti chimici e antibiotici, inquinate le falde acquifere e l’atmosfera? Quindi la scelta di un’alimentazione vegetariana non è solo rivolta alla propria salute e a quella della propria famiglia come ormai tanti studi scientifici pubblicati  avvalorano la concretezza, ma anche una consapevolezza a favore del benessere degli animali e del nostro pianeta.

 

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