Finger food di primavera

Finger food di primavera

I Romani precedevano il pranzo con cibi leggeri e stuzzicanti accompagnati dal mulsum, una bevanda a base di vino e miele. Lo stuzzichino ha una lunga tradizione: in Spagna ad esempio, le tapas (letteralmente “coperchio”), oggi street food popolarissimo, avevano la principale funzione di tappare caraffe o bicchieri per proteggerli dagli insetti.
Nei paesi Scandinavi invece, lo smorgasbord (tavola di pane), un moderno buffet, dall’antichità a oggi è diventato un inizio importante del pasto. Molto noto è anche l’antipasto russo zakouski che comprende bignè e bocconcini di pane di segale con crauti, insalate di barbabietole e patate; uscendo dall’Europa troviamo subito i mezzes libanesi, che rappresentano proprio un momento di aggregazione sociale: consistono in una serie di piccoli piattini (contenenti hummus o involtini di riso con salsine diverse a seconda del paese) accompagnati da una bevanda a base di distillato di anice.
La semplicità della bruschetta si è arricchita nel tempo a seconda delle regioni con pomodoro e basilico, con il pesto alla genovese o in Toscana con i fagioli “al fiasco”; questo goloso stuzzichino può essere farcito con tutte le verdure di stagione, accompagnate con piccanti salsine estive per tutti i palati, anche per i più raffinati, perché tradizionalmente la bruschetta è un must della cucina italiana.
È proprio dalla bruschetta che si trae l’ispirazione per i modernissimi finger food, che, come suggerisce il nome, è cibo monoporzione che si mangia con le mani anche negli ambienti più chic.

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